L’intelligenza artificiale è ormai presente in modo capillare nei luoghi tradizionali della cultura: musei, archivi, biblioteche. Ma cosa si intende esattamente con questa espressione, e quali problemi e soluzioni essa apporta al mondo culturale? Il termine “intelligenza artificiale” ha confini incerti ed è meglio declinato al plurale – le IA – poiché designa una molteplicità di tecnologie che, combinate con la digitalizzazione del patrimonio culturale, introducono tecniche algoritmiche i cui esiti sono ormai sotto gli occhi di tutti: musei e mostre virtuali e immersive, mappe interattive, realtà aumentata e virtuale, digital twins, gamification ed escape rooms. Questi strumenti rendono possibili narrazioni interattive, stimolanti e personalizzate per diverse tipologie di fruitori. Il contributo più evidente delle IA alla cultura consiste nel potenziamento dell’accessibilità e della fruizione: abbattendo ogni forma di barriera, esse riducono le disuguaglianze e promuovono una partecipazione più democratica alla vita culturale. Esiste però il rovescio della medaglia: poiché le IA elaborano e producono contenuti a partire esclusivamente da dati digitali – e la selezione dei materiali da digitalizzare resta un processo spesso opaco – esse rischiano di impoverire la creatività umana e la diversità delle espressioni culturali. Questa tensione ossimorica conduce direttamente al tema dei limiti delle IA nei luoghi della cultura. Tali questioni sono state al centro del convegno Le Intelligenze Artificiali nei luoghi della cultura, tenutosi il 6 e 7 ottobre 2025 presso il Campus universitario di Gorizia, promosso dal Sistema Museale dell’Università di Trieste – smaTs e dal Comitato territoriale FVG del MAB – Musei Archivi Biblioteche, con il patrocinio di ERPAC FVG, Comune di Gorizia e Assicurazioni Generali. L’evento ha promosso un confronto critico tra accademici, professionisti e operatori del settore, con l’obiettivo di individuare rischi e benefici delle IA e interrogarsi sulla possibilità di una intelligenza artificiale responsabile, capace di guidare le istituzioni verso un modello sostenibile di cooperazione tra digitalizzazione, IA e creatività umana. I contributi presentati sono raccolti nel presente volume.