The book examines the discursive shift towards illiberalism in Poland, analyzing the period 2015–2020, with a particular focus on its cultural dimension. While much of the existing literature has explored the causes of illiberalism, this study investigates the construction of an illiberal neotraditionalist discourse shaped by traditionalism, anti-modernism, and anticolonialism. The Polish ‘illiberal turn’is explained as a counter-hegemonic reaction that rejects the cultural foundations of liberal democracy, offering an alternative worldview. Grounded in Poststructuralist Discourse Theory, the research seeks to uncover the content of Polish neo-traditionalism, its political and hegemonic strategy, and the fantasies that sustain its ideological appeal. To this end, a discourse-theoretical analysis was conducted on various Polish ‘organic intellectuals’of neo-traditionalism. Instead of focusing on a single actor or party, the study identifies a common (informal and often implicit) discourse coalition that consistently advances a narrative centered on three key elements: tradition, a culturally defined nation, and people-asa- community. This illiberal neo-traditionalist discourse coalition in Poland has deployed a hegemonic strategy that has, at least in part, legitimized the discursive shift towards illiberalism, giving voice to the ‘cultural losers of globalization’.
Il libro esamina lo slittamento discorsivo verso l’illiberalismo in Polonia, concentrandosi sul periodo 2015–2020 e ponendo particolare attenzione alla sua dimensione culturale. Mentre gran parte della letteratura esistente si e soffermata sulle cause dell’illiberalismo, questo studio analizza la costruzione di un discorso neotradizionalista illiberale, caratterizzato da elementi tradizionalisti, antimodernisti e anticolonialisti. La ‘svolta illiberale’ polacca viene interpretata come una reazione contro-egemonica che rifiuta i fondamenti culturali della democrazia liberale, proponendo una visione del mondo alternativa. Basata sulla Teoria del Discorso post-strutturalista, la ricerca mira a far emergere i contenuti del neotradizionalismo polacco, la sua strategia politica ed egemonica, nonché le fantasie che ne alimentano il richiamo ideologico. A tal fine, e stata condotta un’analisi teorico-discorsiva di diversi ‘intellettuali organici’ del neotradizionalismo polacco. Invece di concentrarsi su un singolo attore o partito, lo studio individua una coalizione discorsiva (informale e spesso implicita) che promuove una narrazione incentrata su tre elementi chiave: la tradizione, una nazione definita culturalmente e il popolo come comunita. Questa coalizione discorsiva neotradizionalista e illiberale in Polonia ha adottato una strategia egemonica che ha almeno in parte legittimato lo slittamento discorsivo verso l’illiberalismo, dando voce ai ‘perdenti culturali della globalizzazione’.